I GRECI - Isola di PITHECUSAE

I GRECI  -   Isola di PITHECUSAE (Seconda metà del VIII secolo a.C. - 770a.c.)
MONTEVICO E LA COLLINA DI MEZZAVIA
cartina_Grecia
Tito Livio scrive che i Calcidesi si stabilirono sull'isola di Pithecusae (in greco Pithekoussai) prima ancora che fondassero Cuma. Infatti tutti i ritrovamenti archeologici a Monte Vico, la collina Mezzavia e della sottostante vallata stanno a testimoniare che in quel luogo fu piantata una sede sicura che costituì il punto principale per il contatto dei greci con l'Italia centrale e la via di tutti i commerci metalliferi. Ciò avveniva dall'XI fino all'VIII secolo avanti Cristo e dimostra che i greci prima di fondare sia Cuma che Napoli, usarono Pithecussaj, come un emporio internazionale dove convergevano i traffici del Mediterraneo.
Sulla rocca di Monte Vico, a Lacco Ameno, posero l'acropoli coi suoi templi a dominio e protezione dell'approdo sottostante; sulla collina di Mazzola e giu fino alla spiaggia collocarono le case, i magazzini, i laboratori dei loro fabbri; nella baia di San Montano collocarono i loro morti. Gli scavi del grande archeologo Giorgio Buchner hanno dato luce ad oltre mille tombe, con vasi sigilli, scarabei, oggetti dalla Siria, dalla Palestina, dall'Attica, da Corinto, da Rodi e dall'Etruria. Dal secolo Vlll sino al VI secolo avanti Cristo fu il periodo più lungo che Lacco Ameno tenne rapporti con l'Egitto. Infatti nella città sepolta di S. Montano, oggi portata alla luce dall'illustre Studioso Giorgio Buchner, si è addirittura trovata una collezione intera di scarabei inneggianti al dio AMUN. Si è constatato che provenivano tutti dalla regione del Delta del Nilo (terra d' Egitto). Insieme al trasporto della frutta secca, dell'olio, del vino, venivano trasportati con i gran vascelli a vela anche si, stoffe preziose, ed oggetti personali con statue di divinità che s'adorarono. Su di uno scarabeo sacro di pietra scolpita finemente, è stato trovato scritto il prenome del Faraone BOCCORIS, sovrano che regnò in Egitto dal 720 al 715 a.C.

Coppa di Nestore

Coppa del Naufragio








GLI SCAVI DI PUNTA CHIARITO
E' del 1994/97 la scoperta archeologica più interessante. Da una frana in zona Punta Chiarito (Forio) sono emerse alcune anfore. Dagli scavi è stata ritrovata una casa greca costruita nel VIII secolo a.C. (l'insediamento dovrebbe aver avuto inizio tra il 750 ed il 730 a.C.), coperta da un'eruzione del vulcano di Panza, ricostruita, ed ancora distrutta da una frana di fango, sepolta con tutte le suppellettili di casa. Questo scavo è stato definito unico, dei Greci ci sono molti ritrovamenti di tombe e santuari ma non si era mai trovata un'abitazione intatta. La capanna è stata ricostruita nel Museo con le stesse pietre dello scavo, col suo focolare dove venivano cucinati cibi a base di pesce, coi pali che sostenevano il tetto, con le anfore e gli orci della dispensa.

Trovati anche strumenti di lavoro quali: ami (grandi per i tonni) e piombi per le lenze e per le reti, roncole e zappe per la vigna, il corno di cervo per fare manici dei coltelli, il piccone per scavare il tufo, la lancia e la spada per la guerra, perfino un po di grumi di bronzo fuso che serviva da soldi quando ancora non era stata inventata la moneta. Gli utensili delle donne: i vasi da cucina, le anfore per l'acqua, le molle per la brace, i pesi del telaio, trovati li proprio accanto al focolare. Sono state ritrovate cose che di solito vengono attribuite ai ricchi: i flaconi dei profumi, il calderone di bronzo etrusco, il cratere spartano, l'anfora dipinta di Corinto, le coppe della Ionia.




























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